Di fronte alla crescente deforestazione, al degrado delle foreste e all'incombente minaccia del cambiamento climatico, il bambù e il rattan emergono come eroi silenziosi nella ricerca di soluzioni sostenibili. Pur non essendo classificati come alberi – il bambù è un'erba e il rattan una palma rampicante – queste piante versatili svolgono un ruolo cruciale nella conservazione della biodiversità nelle foreste di tutto il mondo. Una recente ricerca condotta dall'Organizzazione Internazionale del Bambù e del Rattan (INBAR) e dai Giardini Botanici Reali di Kew ha identificato oltre 1600 specie di bambù e 600 specie di rattan, diffuse in Africa, Asia e nelle Americhe.
Una fonte di vita per flora e fauna
Il bambù e il rattan sono fonti vitali di sostentamento e riparo per una moltitudine di animali selvatici, tra cui diverse specie in via di estinzione. L'iconico panda gigante, con la sua dieta a base di bambù che può arrivare a consumarne fino a 40 kg al giorno, ne è solo un esempio. Oltre ai panda, creature come il panda rosso, il gorilla di montagna, l'elefante indiano, l'orso dagli occhiali sudamericano, la tartaruga aratro e il lemure del bambù del Madagascar dipendono tutti dal bambù per il loro nutrimento. I frutti del rattan forniscono un apporto nutrizionale essenziale a diversi uccelli, pipistrelli, scimmie e all'orso malese asiatico.
Oltre a sostenere gli animali selvatici, il bambù si rivela una fonte essenziale di foraggio per il bestiame, offrendo un'alimentazione economica e disponibile tutto l'anno per bovini, polli e pesci. La ricerca dell'INBAR dimostra come una dieta che includa foglie di bambù migliori il valore nutrizionale del mangime, aumentando così la produzione annuale di latte delle mucche in regioni come il Ghana e il Madagascar.
Servizi ecosistemici cruciali
Un rapporto del 2019 di INBAR e CIFOR evidenzia i diversi e significativi servizi ecosistemici forniti dalle foreste di bambù, che superano quelli di praterie, terreni agricoli e foreste degradate o piantate. Il rapporto sottolinea il ruolo del bambù nell'offrire servizi di regolazione, come il ripristino del paesaggio, il controllo delle frane, la ricarica delle falde acquifere e la purificazione dell'acqua. Inoltre, il bambù contribuisce in modo significativo al sostentamento delle popolazioni rurali, rappresentando un'ottima alternativa alle piantagioni forestali o ai terreni degradati.
Uno dei servizi ecosistemici più importanti offerti dal bambù è la sua capacità di ripristinare i terreni degradati. L'esteso apparato radicale sotterraneo del bambù consolida il terreno, impedisce il deflusso dell'acqua e permette alla pianta di sopravvivere anche quando la biomassa epigea viene distrutta dal fuoco. Progetti sostenuti da INBAR in luoghi come Allahabad, in India, hanno dimostrato un innalzamento della falda acquifera e la trasformazione di un'area precedentemente sterile, utilizzata per l'estrazione di mattoni, in un terreno agricolo produttivo. In Etiopia, il bambù è una specie prioritaria in un'iniziativa finanziata dalla Banca Mondiale per il ripristino dei bacini idrografici degradati, che interessa oltre 30 milioni di ettari a livello globale.
Una fonte di sostentamento sostenibile
Il bambù e il rattan, essendo risorse a crescita rapida e in grado di rigenerarsi autonomamente, agiscono come deterrenti contro la deforestazione e la conseguente perdita di biodiversità. La loro rapida crescita e l'elevata densità dei fusti consentono alle foreste di bambù di fornire una biomassa superiore sia alle foreste naturali che a quelle piantate, rendendole preziose per l'alimentazione, il foraggio, il legname, la bioenergia e i materiali da costruzione. Il rattan, essendo una pianta a rapida rigenerazione, può essere raccolto senza danneggiare gli alberi.
La fusione tra tutela della biodiversità e lotta alla povertà è evidente in iniziative come il Programma olandese-cinese-africano per lo sviluppo del bambù dell'INBAR. Piantando bambù nelle zone cuscinetto dei parchi nazionali, questo programma non solo fornisce alle comunità locali materiale da costruzione sostenibile e risorse per l'artigianato, ma salvaguarda anche gli habitat dei gorilla di montagna locali.
Un altro progetto INBAR a Chishui, in Cina, si concentra sulla rivitalizzazione dell'artigianato del bambù. In collaborazione con l'UNESCO, questa iniziativa sostiene attività economiche sostenibili che utilizzano il bambù, una pianta a crescita rapida, come fonte di reddito. Chishui, sito patrimonio mondiale dell'UNESCO, impone rigide restrizioni per preservare il suo ambiente naturale, e il bambù emerge come elemento chiave per promuovere sia la tutela ambientale che il benessere economico.
Il ruolo di INBAR nella promozione di pratiche sostenibili
Dal 1997, INBAR si è fatta promotrice dell'importanza del bambù e del rattan per lo sviluppo sostenibile, compresa la tutela delle foreste e la conservazione della biodiversità. In particolare, l'organizzazione ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo della politica nazionale cinese sul bambù, fornendo raccomandazioni attraverso progetti come il Progetto per la biodiversità del bambù.
Attualmente, INBAR si occupa di mappare la distribuzione globale del bambù e offre ogni anno programmi di formazione a migliaia di beneficiari provenienti dai suoi Stati membri, al fine di promuovere una migliore gestione delle risorse. In qualità di osservatore della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica, INBAR si impegna attivamente per l'inclusione del bambù e del rattan nella pianificazione nazionale e regionale in materia di biodiversità e foreste.
In sostanza, bambù e rattan si rivelano alleati preziosi nella lotta contro la deforestazione e la perdita di biodiversità. Queste piante, spesso trascurate nelle politiche forestali a causa della loro classificazione come non arboree, dimostrano il loro potenziale come potenti strumenti per lo sviluppo sostenibile e la conservazione ambientale. L'intricata interazione tra queste piante resilienti e gli ecosistemi in cui vivono esemplifica la capacità della natura di fornire soluzioni quando le viene data la possibilità.
Data di pubblicazione: 10 dicembre 2023




